CONOSCI IL NOSTRO METODO DI INSEGNAMENTO

26.08.2018

Conosci realmente il metodo di insegnamento di una accademia di Jiu Jitsu?

La realtà della maggior parte delle accademie di Jiu Jitsu Brasiliano localizzate in Brasile ma anche nel territorio Europeo o Americano è piuttosto varia. 

Molte si basano sull'insegnamento durante una lezione di una tecnica massimo due e successivamente dedicano la restante parte della lezione allo sparring libero senza differenziare le classi in base al grado e/o all'età degli allievi presenti.

Altre basano la maggior parte del tempo della lezione (circa 45 minuti) alla preparazione fisica e poi i restanti 45 minuti lo dedicano continuamente allo sparring.

Altre dividono le classi in orari differenti in modo tale che le cinture bianche rimangono separate dalle cinture colorate.

Alcune altre accademie si concentrano su lezioni di 1 ora e non di 1 ora e mezza in cui dedicano circa 15 minuti ai drill consentendo all'atleta di riscaldare il proprio corpo e la restante parte del tempo la dedicano allo sparring o alla tecnica.

Altre scuole, soprattutto quelle più grosse a livello di importanza mondiale, oltre a dividere le classi hanno un metodo di insegnamento strutturato mediante dei programmi divisi per grado e per lezione.

Altre accademie basano i propri programmi solo sul lato agonistico tralasciando l'aspetto della difesa personale, altre fanno solo corsi di difesa personale e per bambini e non considerano il lato agonistico.

Pertanto il panorama reputo sia vasto e ritengo che non ci sia un metodo migliore di un altro.

Ma qual è il metodo che consente ad ogni alunno di crescere con delle buoni basi?

Inizialmente reputo che ogni accademia, in base ai propri spazi e possibilità di orari, dovrebbe cercare di dividere il corso dei bambini dagli adulti. Il corso dei bambini dovrebbe essere suddiviso in classi, separati con programmi tecnici ben distinti e dividendo le classi in fasce di età. Per quanto riguarda gli adulti non reputo sia una buona soluzione avere una unica classe in cui le cinture colorate lavorano con le cinture bianche che magari sono alle loro prime lezioni ne tanto meno  far fare sparring ad una cintura bianca che magari ha iniziato da qualche lezione con cinture colorate, soprattutto se competitori.

A mio modesto parere l'ideale è separare le cinture bianche dalle cinture colorate e creare delle lezioni esclusivamente per i competitori. Affermo questo perché una cintura bianca innanzitutto deve far in modo che il proprio corpo si abitui alle pressioni costanti che è sollecitato durante il lavoro a terra ma, soprattutto deve possedere un bagaglio tecnico tale che gli consenta di poter lottare con gli altri senza farsi male. Mi è capitato svariate volte di vedere cinture bianche lottare con cinture colorate e, non avendo ancora le basi tecniche per iniziare a lottare, si intimoriscono o cosa ancora peggiore si infortunano decidendo così di non frequentare più il corso.

Nella mia accademia divido le cinture bianche dalle cinture colorate e, nel corso basico, introduco concetti e tecniche inerenti la difesa personale al fine di evitare di trovarmi delle cinture colorate che non sanno difendersi da un aggressore o che pensano che il Jiu Jitsu Brasiliano sia esclusivamente sport. Sviluppo il corso delle cinture bianche improntando ogni lezione sui principi di azione e reazione iniziando a dare i collegamenti tra ogni tecnica fin dalle prime lezioni. Ovviamente nel corso avanzato (delle cinture colorate) ogni tecnica verrà allenata prestando molta più attenzione ai dettagli e sviluppando concetti e tecniche differenti.

Passato un certo periodo, dopo che le cinture bianche hanno appreso correttamente le tecniche basiche del nostro programma, inizieranno a fare uno sparring controllato tra di loro e con me, fino a quando arriveranno a poter fare uno sparring libero ma, a quel punto,avranno assorbito le basi per passare alla cintura blu e passare al corso avanzati.

Facendo questa divisione consento a tutti i più graduati di partecipare al corso basico al fine di rivedere il programma principiante. Contrariamente, le cinture bianche non possono partecipare al programma avanzato. 

Purtroppo nella maggior parte delle piccole città italiane non si ha ogni anno una grande affluenza di nuovi iscritti, ma comuque ogni singolo nuovo iscritto merita che gli dedichiate più tempo possibile in quanto sarà il futuro del vostro corso. Mi è già capitato di avere aule con solo due cinture bianche in quanto tutti gli altri alunni erano avanzati ma ho continuato con questo metodo dando ancora più attenzione a quei due nuovi iscritti e cercando di fargli comprendere i concetti basici del jiu jitsu.

Chi è l'agonista di Jiu Jitsu?  

Premetto una cosa, reputo che bisogna fare una grande distinzione tra "l'Agonista" e "l'Agonista della domenica". 

Ecco la grande differenza:

A mio modesto parere "l'Agonista" è l'alunno che si allena costantemente più volte al giorno seguendo una vita regolare, facendo sacrifici pur di raggiungere il proprio obbiettivo partecipando a più  gare possibili a livello nazionali ed internazionale, mentre "l'Agonista della domenica" è l'allievo normale che pratica due o tre volte alla settimana e che, purtroppo, per motivi personali non può condurre lo schema seguito dall'Agonista e partecipa a qualche competizione. Pertanto possiamo affermare che entrambi le figure possono essere definite tali ma le differenze, come ben potete immaginare, sono enormi.

Reputo che la maggior parte della realtà delle accademie italiane e non, sia costituita da "Agonisti della domenica", infatti le statistiche che le grandi scuole di Jiu Jitsu annualmente eseguono si aggirano da un minimo del 3% ad un massimo del 5%. Ossia la percentuale di agonisti di una accademia è considerata tra il 3% e il 5% annuo, ovviamente più l'accademia è numerosa e probabilmente più i numeri tenderanno ad aumentare. Pertanto possiamo capire che la maggior parte dei praticanti di Jiu Jitsu è costituita da una percentuale nettamente superiore che pratica, per svariati motivi e che, nell'arco di un anno, riesce a partecipare ad una o due gare per cercare di testare quanto ha appreso.